TUMORI: GENETICA AMBIENTE

Definizione di tumore

Il tumore è una massa cellulare capace di moltiplicarsi che ha acquisito una mutazione permanente , esprimibile ed ereditabile.
E’ possibile classificare citologicamente i tumori in base alla propria origine: Epiteliale , Mesenchimale, Rotondocellulare . Nell ‘ ambito della lettura dell’ esame citologico rivestono importanza particolare i criteri di malignità delle cellule soprattutto per quelle di origine mesenchimale ed epiteliale.

TUMORE NEL MASTINO NAPOLETANO

I Tumori nel Mastino Napoletano sono per lo più gli stessi che si riscontrano in tutti i cani di razza gigante. Nella pratica clinica quelli più frequentemente diagnosticati sono : Lipomi, adenomi delle ghiandole sebacee ( incluse le varianti maligne), osteosarcomi , tumori dell’ apparato riproduttivo.

TUMORI DELLE GHIANDOLE APOCRINE

Gli adenomi e gli adenocarcinomi delle ghiandole sudoripare apocrife possono insorgere da cellule di una ghiandola apocrifa o del dotto.
Possono presentarsi come noduli dermici o sottocutanei singoli, rilevati, alopecici, circoscritti che possono avere una tinta bluastra. Le dimensioni vanno da 0,4 a 4cm di diametro. Le sedi preferenziali di insorgenza sono testa , collo , tronco, arti. La prognosi di solito è buona , la terapia risolutiva rimane quella chirurgica.

LIPOMI

Sono   neoplasie benigne dei lipociti sottocutanei. Frequenti nei cani di mezza età e anziani. Si presentano come una massa sottocutanea singola o multipla, mobile, ben circoscritta , da cupoliforme a multilobata , da morbida a dura di dimensioni variabili da 1 a 30 cm di diametro. Di solito i lipomi insorgono su torace , addome, arti. E’ rara la forma maligna infiltrativi che colpisce muscolo , tendini e fascia sottostante. Per i tumori piccoli , ben delimitati è ragionevole l’ osservazione senza trattamento.
L’ escissione chirurgica è il trattamento di scelta per i tumori esteticamente non accettabili o che si ingrandiscono rapidamente. I lipomi infiltrativi devono essere trattati precocemente con una chirurgia aggressiva  che puo’ essere seguita da una radioterapia o chemioterapia adiuvante se l’ escissione è incompleta.

OSTEOSARCOMA (OSA)

È un tumore mesenchimale maligno caratterizzato dalla produzione di matrice extracellulare osteoide o di osso immaturo da parte di cellulare neoplastiche.
In merito all’ età si osserva una distribuzione bimodale con un primo picco nei cani di 18-24 mesi e un secondo molto più frequente nei soggetti adulti di 5-7 anni.
I maschi sembrano più predisposti delle femmine. Le razze grandi e giganti sono maggiormente predisposte ad osteosarcoma appendicolare piuttosto che a quello delle ossa del cranio.
Tra gli agenti eziologici sono stati presi in considerazione la radioterapia somministrata ad alte dosi per frazioni, le infestazioni da Spirocerca lupi, traumi, impianti metallici, tra cui anche protesi d’ anca, alimentazione.
I sarcomi associati a frattura e ad impianti metallici hanno patogenesi comune :  irritazione cronica e rimodellamento osseo che porterebbero ad una trasformazione maligna delle cellule.
Recentemente è stata dimostrata l’ importanza di fattori genetici nell’ eziopatogenesi dell’ OSA( eredità di tipo autosomico recessivo ad alta penetranza).
L’ osteosarcoma colpisce lo scheletro appendicolare e quello assiale.
Scheletro appendicolare (70-75%) con predilezione degli arti anteriori rispetto ai posteriori. Radio (23-35 %) , omero prossimale (19-25 %), tibia prossimale (7-15%), femore distale (8-19%).
 Scheletro assiale (25%) : cranio (12%), mandibola(27%), mascella (22%) , coste (10%), bacino (5%), ossa nasali (9%), vertebre (15%).
Siti extrascheletrici : tratto gastroenterico (digiuno, esofago,omento, lingua ), sottocute, muscoli della mammella, milza, fegato, occhi, tiroide,polmoni,surreni,reni, vescica, testicoli, vagina, membrana sinoviale,canale spinale, meningi.
Lì OSA insorge in maniera subdola , ma con evoluzione rapida provocando al cane intenso dolore(primo segno).generalmente paziente viene portato a visita a causa di  una zoppia di variabile durata, intermittente e lieve nelle fasi iniziali, persistente o grave ( fino al mancato appoggio dell’arto) in seguito. Al dolore si associa una tumefazione in corrispondenza della parte dolente, senza segni flogistici.
A seconda delle localizzazioni dell’ OSA i segni possono variare notevolmente:OSA mandibolare comporta disfagia e difficolta’ ad aprire la bocca; OSA orbitale si associa ad esoftalmo (protusione del globo oculare verso l’ esterno); OSA delle cavità nasali determina deformità facciale e scolo nasale; Osa vertebrale provoca iperestesia con o senza segni neurologici fino alla paresi; OSA costale si evidenzia come massa palpabile associata a dispena secondaria all’estensione intratoracica e/o al versamento pleurico.
L’ esame radiografico dell’arto dolente è indispensabile quando sono presenti dolore osseo e tumefazione dei tessuti ossei. La radiografia permette di effettuare una diagnosi di sospetto che deve essere confermata con esame cito/istologico.
Una radiografia al torace nelle 3 proiezioni è molto importante ai fini di verificare la presenza di metastasi polmonari tipicamente nodulari con radiointensità simile a quella dei tessuti ossei.
TAC e Risonanza Magnetica consentono di definire con precisione i limiti del tumore, l’integrità della corticale, l’infiltrazione midollare, i rapporti con i tessuti molli e le strutture neurovascolari, la presenza di noduli metastatici polmonari.
La TAC (tomografia assiale computerizzata)  , anche con mezzo di contrasto, è dunque indispensabile per effettuare prelievi citologici e bioptici (per l’ esame istologico) e per la pianificazione dell’intervento chirurgico (ove possibile).
Ematologicamente  è consigliato un esame emocromocitometrico e uno biochimico completo con particolare attenzione alla fosfatasi alcalina (ALP) che si presenta generalmente aumentata secondariamente all’ innalzamento dellì isoenzima osseo (BALP).
Di fondamentale importanza risultano anche esami cardiologici quali ECG (elettrocardiogramma) ed Ecocardiografia per valutare lo stato generale del paziente e la possibilità di effettuare una chemioterapia.
Riguardo l’ esame istologico è di fondamentale importanza determinare il Grado Istologico legato al pleomorfismo cellulare, numero di mitosi , quantità di matrice extracellulare, percentuale di necrosi.
L’ approccio terapeutico puo’ essere programmato solo dopo aver determinato la stadiazione del paziente.

Approccio Multimodale:

Chirurgia → amputazione + chemioterapia
                        
Radioterapia : Curativa     
                     Palliativa

AMBIENTE E SALUTE

La storia delle malattie riflette la storia stessa delle modificazioni avvenute nella realtà che ci circonda. Le malattie nascono quasi sempre dall'interazione tra le capacità di difesa dell'organismo (sistema immunitario) e l’aggressione esercitata da sostanze, batteri o altri condizionamenti presenti nell'ambiente.
In era preindustriale, lo stato di salute era principalmente minacciato dall'inquinamento microbico e dalle condizioni di inadeguata alimentazione, due fattori che, per molto tempo, hanno comportato la prevalenza della patologia su base infettiva e metabolica. L’inquinamento ambientale dovuto all'immissione di sostanze chimiche e allo stravolgimento di alcuni parametri fisici, riconducibile quindi alle attività umane, ha preso il sopravvento nell'attenzione collettiva soprattutto in quest'ultimo mezzo secolo, pur tuttavia rimanendo presente, ma abbastanza circoscritto, l'allarme per l’”inquinamento naturale”.
Sulla base di numerose indagini epidemiologiche si è potuta ormai con certezza definire una netta correlazione tra l'aumento d'incidenza dei tumori e l'inquinamento ambientale. Tra i motivi di queste conclusioni se ne possono ricordare due: l'incremento drammatico (dopo un consistente periodo di stasi) di neoplasie in popolazioni coinvolte in un cambio economico-sociale atto a modificare le loro abitudini e, soprattutto, il loro ambiente.
 La sostanziale differenza d'incidenza dei tumori tra città (ad alto tasso d'industrializzazione) e campagna, fra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo è una controprova concreta di ciò. Va precisato, comunque, che molti altri fattori (alimentazione, ecc.) concorrono ad incrementare la possibilità di contrarre il cancro in popolazioni che vivono in aree cosiddette "a rischio".
Inoltre è difficile poter seguire l'effetto di ciascuna causa separatamente dalle altre. Ciò che invece si può affermare è che diverse sostanze (tossiche o meno) interagiscono sulla salute, potenziandosi a vicenda, amplificando così i1 loro effetto, in un sinergismo estremamente dannoso. Nella stima dell'inquinamento è importante valutare l'influenza delle numerose variabili ecologiche sull'ambiente: da qui la necessità di percorrere vie alternative di rilevamento, usando per esempio i bioindicatori.
Questi possono essere indicatori veri e propri quando, data la loro sensibilità ad un dato Inquinante, manifestano modificazioni tali da consentire una determinazione dell'agente inquinante, oppure possono essere degli “accumulatori" quando sono in grado appunto di accumulare sostanze inquinanti presenti nell'ambiente, in concentrazioni anche basse, che si possono rilevare e dosare nei tessuti.
 Tale correlazione è tuttora oggetto di moltissimi studi, sia in generale, per l'estrema importanza dell'argomento, sia, in maniera più specifica, perché alcuni metalli rivestono un ruolo importantissimo nel nostro organismo, soprattutto a livello cellulare.  
Per quanto riguarda gli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute dell'uomo si differenziano, secondo il tempo di esposizione agli agenti inquinanti, distinguendo così, gli "effetti a breve termine" o acuti, dagli "effetti a lungo termine" o cronici. Le manifestazioni acute che si registrano sono, in genere, un aggravamento di sintomatologie respiratorie già in atto, che possono portare anche alla morte per insufficienza respiratoria. Gli effetti a lungo termine, messi in luce da vari studi epidemiologici, sono:

  • patologie croniche respiratorie (enfisema, bronchite, asma bronchiale);
  • patologie cardio vascolari;
  • neoplasie maligne (tumori dell'apparato respiratorio);
  • degenerazione dei sistema nervoso.

Conseguenze dell'inquinamento atmosferico sulla salute possono essere causate anche in maniera indiretta. Si pensi, ad esempio,  all'assottigliamento della fascia di ozono, causata da alcuni inquinanti. Questo comporta un minore assorbimento dei raggi ultravioletti prodotti dal sole e conseguentemente un aumento dei rischio dei tumori cutanei.
Bisogna tenere presente, inoltre, che le manifestazioni acute sono legate alla presenza di alte concentrazioni di sostanze inquinanti ed a particolari situazioni atmosferiche. Il problema della prolungata esposizione a basse concentrazioni di inquinanti, tipico delle popolazioni abitanti zone urbane, comporta effetti negativi a lungo termine sulla salute.  
Le maggiori categorie di inquinanti, definiti convenzionali o  macroinquinanti, si distinguono in: ossidi di zolfo (soprattutto biossido di zolfo); ossidi di azoto (biossido e monossido di azoto)-. monossido di carbonio; composti organici volatili non metanici (prevalentemente idrocarburi); particelle sospese solide e liquide ozono, (tipico esempio di inquinante secondario); inoltre acidi, alcali e composti ammoniacali.
Altre sostanze, definite microinquinanti, vengono emesse dalle attività umane in quantità molto più modeste rispetto agli inquinanti convenzionali, ma con caratteristiche tossicologiche decisamente peggiori; queste sono costituite principalmente dai derivati del petrolio, il benzene, gli ìdrocarburi policiclici aromatici (IPA), polveri  sottili (PM 10).
La determinazione degli elementi, sia a basso contenuto, sia in traccia nei tessuti e negli organi di sistemi biologici,  può essere non soltanto misura dello stato di salute di un soggetto, ma può rivelare, anche cronologicamente, sia stati patologici, sia eventuali esposizioni ad ambienti contaminati.                                                                 

Cancro ed alimentazione: il ruolo dei nutrienti contenuti nella carne
Premessa
Il cancro è la malattia più diffusa nelle società ricche dopo le malattie cardiovascolari; è responsabile in Italia di oltre il 25% delle morti, la metà delle quali è causata da tumore della mammella, del colon, della prostata e del polmone. Secondo il National Cancer Institute (USA), l'80% di tutte le forme tumorali sono dovute a fattori ben identificabili e come tali sono potenzialmente prevenibili. Per i tumori più diffusi è stato accertato un forte legame con il tipo di alimentazione.
Le Linee Guida per la prevenzione dei Tumori degli USA, redatte dal World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research nel 1997 indicano l'aderenza ad una dieta ricca di fibre e povera di grassi, che includa vari tipi di frutta, verdura, cereali integrali e legumi, come migliore strategia per la prevenzione del cancro. Riguardo alla carne sanciscono espressamente espressamente:

  • Carne: se assunta, limitare il consumo di carne rossa . E' preferibile l'assunzione di pesce, pollame ed altra carne.
  • Grassi ed olii totali: limitare il consumo di cibi grassi, particolarmente quelli di origine animale (derivati dalla carne, latte ed uova, NdR)
  • Sale: limitare il consumo di cibi salati e l'uso di sale per cucinare ed in tavola (i cibi animali conservati, es. gli insaccati, contengono elevate quantità di sale.

 Contaminanti
La carne può contenere sostanze mutagene che possono contaminare il cibo nel corso di tutti gli stadi del processo di produzione: sono essenzialmente pesticidi, additivi, o materiali utilizzati nel corso del confezionamento. Le carni cotte con metodi domestici ad elevate temperature (carne, pollame e pesce) possono produrre delle sostanze genotossiche, denominate amine eterocicliche (HAAs); queste sostanze sono responsabili della formazione di DNA-adducts, che sono stati associati con un aumentato rischio di tumori del colon, del pancreas, della mammella, della prostata e delle vie urinarie
La Somatotropina Bovina ricombinante (rBST)o (rBGH)  è la copia geneticamente modificata della somatotropina (ormone della crescita) naturalmente prodotta dall’organismo animale 
Come più volte messo in evidenza finora,la somministrazione della rBST ha la finalità di far aumentare la produzione lattea delle bovine; tale aumento coincide però con un forte incremento delle IGF-1 nel latte degli animali trattati rispetto ai non trattati
La rBST viene somministrata per via parenterale mediante impianto sottocutaneo con veicolo ritardo (solitamente nella regione della spalla)o anche per via intramuscolare,
La risposta del tessuto mammario alla rBST (mancando recettori del GH sulle cellule mammarie) è la conseguenza dell ’intervento della somatomedina C o IGF-1 (Insulin Growth Factor)prodotta a livello epatico
In particolare, maschi con alti livelli ematici di IGF-1 hanno probabilità quattro volte superiori di presentare cancro alla prostata rispetto a maschi  con livelli più bassi.
 La rBST viene somministrata per via parenterale mediante impianto sottocutaneo con veicolo ritardo (solitamente nella regione della spalla)o anche per via intramuscolare, seguendo poi le stesse ie metaboliche dell ’ormone della crescita
La melammina nei mangimi per animali
La melamina  è prodotta come una sostanza chimica ad alto volume. Può essere presente negli alimenti a seguito dell’impiego in materiali a contatto con gli alimenti, compresi articoli fatti di materie plastiche melamina-formaldeide, rivestimenti di scatole, carta, cartone e adesivi. La melamina può trovarsi anche negli alimenti come un metabolita e prodotto di degradazione della ciromazina, che viene utilizzata come prodotto fitosanitario e come farmaco veterinario. A seconda del processo di depurazione, la melamina può contenere diversi livelli di sostanze strutturalmente affini, acido cianurico, ammelina e ammelide. Residui di acido cianurico possono trovarsi anche in alimenti come conseguenza dell'utilizzo di dicloroisocianurati come fonte di cloro attivo negli agenti di disinfezione. La melamina e l’acido cianurico possono essere presenti come impurità nei mangimi a base di urea per i ruminanti.
Adulterazione illegali di alimenti e mangimi con melamina hanno provocato malattia e morte di neonati umani e animali da compagnia (cani e gatti), principalmente a causa di danni renali provocati da cristalli o calcoli nelle vie urinarie.
Pollame (polli da carne e galline ovaiole) sarebbero i più esposti alla melamina (179 e 151 μg / kg di peso corporeo al giorno e 714 e 605 μg / kg di peso corporeo al giorno, rispettivamente se i mangimi contenevano 2,5 o 10 mg di melamina / kg, rispettivamente).
Mercurio Piombo Arsenico
Negli anni passati si sono verificati numerosi episodi di avvelenamento di massa da mercurio per via alimentare, che hanno causato centinaia di morti e che dimostrano il potenziale pericolo rappresentato da questo contaminante. Vale la pena di ricordare il caso di Minamata, regione del Giappone in cui negli anni ‘50 la popolazione fu intossicata da metil-mercurio.
la maggiore fonte di esposizione di Hg, 70-90% del totale, è rappresentata dal consumo di prodotti della pesca, in particolar quello pescato in zone marine contaminate.
La presenza del piombo negli ecosistemi varia a seconda dell‘area geografica considerata; la sua diffusione è minore nelle zone rurali rispetto a quelle urbane ed è comunque condizionata dalla presenza di eventuali fonti di emissione, dalla composizione del terreno e dalla presenza di inquinamento atmosferico.
assorbito essenzialmente attraverso la respirazione e la nutrizione, il Pb non viene metabolizzato, ma per larga parte escreto, mentre il resto (circa 20%) si distribuisce nei tessuti.
Una volta in circolo, si distribuisce in tutti i tessuti e per la sua capacità di ―imitare il calcio, e quindi soprattutto in caso d‘insufficiente assunzione di quest‘ultimo, esso si accumula nelle ossa e vi costituisce una componente stabile. L‘accumulo stabile di Pb nelle ossa rende molto lenta la guarigione dalla piombemia, anche dopo un completo allontanamento dall'agente tossico.
Anche se tutti i soggetti sono sensibili all‘azione dannosa del Pb, le fasi di vita più sensibili risultano quella intrauterina e di accrescimento postnatale
l'arsenico è un semimetallo che si presenta in tre diverse forme allotropiche: gialla, nera e grigia. I suoi composti trovano impiego come pesticidi, erbicidi e insetticidi. Inoltre, è usato in alcune leghe. Dal punto di vista chimico, l‘As è molto simile al suo omologo, il fosforo, al punto che lo sostituisce parzialmente in alcune reazioni biochimiche, da cui il suo effetto tossico.
Il legname CCA, usato in modo massiccio durante la prima metà del XX secolo per strutture portanti e rivestimenti esterni di edifici dove c'era il pericolo di marcescenza o di attacchi d‘insetti, è ancora in circolazione e in uso in molti Paesi. Questo tipo di trattamento del legno è stato proibito nella maggior parte delle nazioni a seguito di studi che dimostravano il lento rilascio di As nel terreno circostante. Il rischio più grave è la combustione di legno CCA, che concentra i composti di As nelle ceneri.

2 - Macronutrienti
Alcuni macronutrienti contenuti nella carne sono riconosciuti fattori di rischio per il cancro.
2.1.Grassi animali: Una delle associazioni più studiate in epidemiologia è quella tra grassi nella dieta e cancro, particolarmente tra grassi di origine animale, derivati da carne e latticini, e cancro della mammella in epoca post-menopausale.
Sono inoltre state descritte associazioni con il cancro della mammella in epoca premenopausale, del colon, della prostata, dell'ovaio, dell'endometrio, del pancreas. Studi sui flussi migratori, studi di popolazione e dati sull'animale supportano un effetto carcinogeno dei grassi della dieta.
2.2.Proteine: Esistono pochi studi che indentificano un ruolo delle Proteine (animali) sul rischio di cancro di mammella, rene, laringe, colon distinto da quello dell'assunzione di carne. L'effetto favorente la carcinogenesi sarebbe mediato da un'alterazione dell'asse IGF (Insulin-like Growth Factor, un potente fattore carcinogeno prodotto dall'organismo).

English version